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giovedì 13 dicembre 2012

Carennuli - il meteo degli antichi

Con questo nuovo contributo vogliamo fare un tuffo nella saggezza popolare, fatta di credenze e di osservazioni dirette del mondo fisico, quel mondo in cui l'Uomo era pienamente immerso e non se ne sentiva disgiunto.
Parliamo di una usanza tipicamente contadina, ma a suo tempo molto usata anche nei villaggi e nelle città, doverosa per un'epoca in cui prevedere come sarebbe stato il cielo per una società che viveva di raccolto. Detta usanza prende il nome di calende, pur tuttavia non è chiara l'origine etimologica, e nello specifico nel catanese viene detta tirari i carennuli.
Cercandone le origini ci perdiamo in riferimenti vedici (i dodici giorni al centro dell'inverno rivelavano l'intero anno) e mesopotamici (il zakmuk era la festa delle sorti, cioè la sorte dei dodici mesi seguenti al capodanno babilonese); gli Ebrei avevano il Sukot (la cui edizione spagnola avrebbe dato Capanne e quindi Cabañuelas, ma va detto che secondo Román Pané quest'ultimo termine verrebbe da Caban, terz'ultimo giorno del mese finale usato per un calcolo molto simile alle calende presso i Maya) i Provenzali le Coumtié (i contati, termine che ritroviamo in Calabria).
Tale usanza dunque avrebbe di certo un'antica origine, forse nasceva di pari passo con le prime civiltà contadine, e sebbene in linea di massima il meccanismo rimanga il medesimo, conosce numerose sfaccettature e varianti in giro per il mondo. In Italia c'è forse la maggiore concentrazione di metodi, di cui cambiano anche le denominazioni.
Castello di Sperlinga (EN), ipotetico calendario astronomico.
Vista la natura rurale della rocca potrebbe essere servito per calcolare le Calende.
Ad una versione più semplice - e forse maggiormente diffusa - che consiste nell'appuntare la situazione meteorologica dei dodici giorni compresi tra Santa Lucia (il 13 di dicembre) e la Vigilia (24 di dicembre) corrispondenti ai dodici mesi dell'anno (per completezza, in Liguria il conteggio si sposta ai primi dodici giorni dell'anno), si aggiunge una versione "doppia" che conta un primo gruppo di dodici giorni corrispondenti ai futuri mesi e il secondo gruppo di giorni seguenti per avere conferma del tempo che farà. La versione doppia varia di località in località, così abbiamo notizia al nord Italia di calende doppie dal primo del mese al 24, mentre nel mascalese (e in generale nel versante ionico etneo) appare diffusa l'usanza delle calende doppie dal 13 dicembre al 6 di gennaio, in cui le calende "discendenti", in caso di disaccordo con quelle "crescenti", hanno la meglio. Similmente accade nell'area garganica, con la variante della pausa del 25 (ossia contando da Santo Stefano all'Epifania).
A Catania la versione più diffusa - indagando persone più anziane che se ne ricordassero - sembrerebbe quella tradizionale, ossia da Santa Lucia alla Vigilia, con qualche eccezione legata alla tradizione mascalese. Tuttavia pare fosse presente anche l'ulteriore verifica il 25 gennaio, giorno della commemorazione della conversione di San Paolo, come più diffuso piuttosto in Romagna dove ancora si terrebbe conto del tempo che fa in detto giorno, dall'alba al tramonto, indagandolo per confermare i dodici dati riscontrati.
Non vi è nulla di scientifico in questi calcoli, né ci sarebbe modo per poterli confutare. Credenze prive di fondamento? Superstizione? Molto probabile.

Tuttavia se fossero tutte sciocchezze non ne avremmo avuto una persistenza fino ai nostri giorni, né un adattamento così elastico alle fasce climatiche di tutto il mondo, basandosi sempre sul medesimo principio (nel periodo intorno al Solstizio di inverno - che prima della riforma gregoriana cadeva giusto per Santa Lucia - esisterebbe il modo di prevedere l'andamento del resto dell'anno). Possiamo dire inoltre che quelle civiltà contadine che inventarono (o scoprirono?) le calende, mancanti di altri metodi per rilevare il tempo futuro e poter così meglio giostrare le loro produzioni, dovettero cercare di adattarsi e adeguarsi ai ritmi della Terra (che in lingua Maya è detta appunto Caban), cercando di capirne il linguaggio e il senso, senza forzarla, né imporre la loro presenza, apprezzando piuttosto il ciclo dell'esistenza che continuava nonostante le modifiche apportate.

Ci affacciamo curiosi dalla finestra.


Il sole è offuscato da una distesa di nubi compatte. Gennaio, forse, sarà prevalentemente coperto.





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Per ulteriori approfondimenti in merito alle Calende si rimanda all'articolo di Sebastiano Rizza, Lemme lemme inventaron le calende e all'articolo di Claudio Paterna Il Calendario solare-agrario mediterraneo consultabili on line.
Nei commenti che seguono, monitoreremo per il lettore i prossimi giorni fino alla Vigilia, per far rivivere la tradizione.

11 commenti:

Archeo ha detto...

Febbraio, inizialmente coperto, con ampie schiarite nella prima metà del mese! :)

Archeo ha detto...

Marzo appare poco nuvoloso o sereno.

Archeo ha detto...

Aprile, nuvoloso o coperto.

Archeo ha detto...

Maggio, poco nuvoloso o sereno: ci attende una primavera molto luminosa! :)

Archeo ha detto...

Giugno instabile, con forti venti.

Archeo ha detto...

Luglio bizzarro: la prima metà mese instabile, con aumenti di umidità entro la prima decina di giorni. La seconda metà calda e soleggiata. Poche nubi sparse.

Archeo ha detto...

Agosto appare in prevalenza soleggiato, ma freddo. Estate mite? :)

Archeo ha detto...

Settembre sarà coperto e umido.

Archeo ha detto...

Ottobre in generale nuvoloso, ma piovoso a metà mese.

Archeo ha detto...

Novembre baciato dal sole.

Archeo ha detto...

Dicembre sole e freddo. Ci aspetta, per chi voglia fare affidamento alle Calende, un inverno mite e soleggiato. Una previsione che fa ben sperare, per il 2013, in un clima piacevole e con poche variazioni.

Da parte nostra un sincero augurio per un anno sereno e un Felice Natale.

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