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giovedì 4 ottobre 2012

Inizia l'avventura di Urbanfile Catania


4 commenti:

Roberto Nicotra ha detto...

1) Chiarire una volta per tutte COSA E' CATANIA; Su quale "mercato" deve competere. E' una media città di 290 mila abitanti in competizione con Messina, Taranto, Lecce? Chiariamo una volta per tutte, a livello di marketing, che Catania è una articolata metropoli con 700 mila residenti e diverse decine di migliaia di pendolari, con funzioni e strutture senza paragoni nel Mezzogiorno, e deve competere innanzitutto con Palermo, e poi con Bari, Napoli, Bologna, Firenze, Genova.

2) Creare una sinergia VERA, istituzionalizzata attraverso gli strumenti dell'autonomia siciliana, tra le province del Sud-Est Sicilia, regione a se stante rispetto al resto dell'Isola quantomeno dal punto di vista economico e infrastrutturale, dunque assolutamente bisognosa di autonomia e riconoscimento di uno status che se la Sicilia non fosse stata un'Isola, avrebbe avuto da sempre, dal momento in cui furono delineati i confini delle altre 19 regioni italiane, secondo un semplice criterio: Regione è area di massima influenza e gravitazione di una CITTA' PREVALENTE. Non esiste infatti un'altra regione in Italia dove sono costrette a convivere e sgomitare, a sottrarsi risorse e farsi dispetti, due Grandi Città. A tutto vantaggio, fino ad oggi, del Capoluogo Siciliano. Catania e tutto il Sud Est Sicilia hanno estremo bisogno di svincolarsi da questo atavico palermocentrismo. E se lo sono meritate nell'ultimo secolo.

3) Attuare DI FATTO, e secondo gli strumenti dell'Autonomia Siciliana, il titolo V della costituzione italiana, attraverso la creazione della "Città Metropolitana", se non altro per coordinare i corpi dei vigili urbani dei 15 o 20 comuni che oggi costituiscono l'area urbana catanese, se non altro per evitare che quando ordino una pizza in "via del bosco", non so mai se arriverà a casa mia o allo stesso civico della quasi ononima via del comune accanto, e per altri svariati motivi talmente ovvi che non sto a elencarli. Catania per com'è fatta, è la città in italia, assieme a Milano, che ha la più assoluta urgenza di attuare questa importante riforma già votata da tutti noi con un referendum.

‎4)Infrastrutture: Il porto turistico, unica grande infrastruttura che a Catania davvero manca. Ed è folle. Per il resto dobbiamo ammettere che siamo messi molto meglio di tanti altri importanti centri del centro sud. Perseverare con la massima solerzia sull'ampliamento della Metropolitana, con particolare accelerazione per le linea "pedemontana" che dovrebbe avere priorità maggiore rispetto a quanto non ne abbia attualmente.

5) Abusivismo. Il "mercato del tarocco" catanese è il più florido d'Italia...proviamo a debellarlo nei suoi aspetti più illegali, e cerchiamo di "legalizzarlo" in qualche modo per quanto possibile.

Roberto Nicotra ha detto...

6) Importantissimo: Università: 70 mila iscritti oggi: la più antica e la più "affollata" della Sicilia. Eppure si pretende di amputarne un importante pezzo spostando una facoltà fondamentale come Lingue in una provincia piuttosto lontana come Ragusa....Ma scherziamo? Catania è il principale polo universitario della Sicilia, ed offre una "study experience" che nessun'altra città vicina può offire. Concentrare tutte le facoltà nel Capoluogo e nei dintorni, offire migliori servizi e strutture, migliorare ed ampliare l'offerta formativa.

7) Grandi Eventi: il comune non ce la fa? organizziamo forme di cooperative o società miste o addirittura private, che organizzino con costanza e criterio, degli EVENTI ECCEZIONALI.
Si crea lavoro, si crea turismo, si inverte la fase di regresso culturale e sociale che la Città sta vivendo da troppi anni, dopo il momentaneo ma eccezionale risveglio degli anni 90.
Eventi ambiziosi, da nomi eccelsi della musica, a grandissimi eventi sportivi. A lunghissima scadenza, ambire ad un'Olimpiade, magari con il supporto delle altre province del Sud Est Sicilia. Catania come Barcellona, è un sogno realizzabile.

8) Un problema infamante, mi veggogno pure a dillo: IL TTRAFFICO. Creare una vera e propria campagna pubblicitaria, con il sostegno dei privati a mò di "sponsor", con cartelloni e striscioni nei punti critici, che ricordino agli automobilisti il "decalogo" delle regole da rispettare e troppo spesso dimenticate, con serie conseguenze sulla fluidità della circolazione e sulla sicurezza. Faccio un esempio: Via G.D'Annunzio spesso ridotta ad una corsia sola a causa delle auto in seconda e terza fila....STRISCIONE: Non sostare in doppia fila! Etc etc etc. Ovviamente sforzo maggiore dei Vigili urbani in concomitanza della campagna.

‎9) Turismo: verrà da se' con i grandi eventi. E' la vera scommessa di questa terra. Sistemare lo scempio del Viale Kennedy, puntare moltissimo sulla riviera dei Ciclopi attraverso Sistemi Turistici Locali ben sviluppati. Approfittare del già discreto turismo congressuale, approfittare dell'Etna e di Taormina, Migliorare la fruibilità dei monumenti e....serve qualcos'altro: Catania è splendida ma non è "monumentale". Ha miriadi di cose che lasciano a bocca aperta ma non ha "Un colosseo", o una "torre di pisa". Fare come barcellona: iniziare a pensare di crearlo. Il turismo di massa si attrae anche così: grandi idee, grandi firme, grandi effetti scenografici.

10) Sradicare, Estirpare, Smantellare, Ripulire, la classe dirigente oggi al potere. Clientele, Attiguità con la criminalità, ignoranza, inadeguatezza, inefficienza, incredibile ed infamante spavalderia nel violare ogni regola. Questa purtroppo è l'unica delle 10 cose in elenco, che attualmente ritengo davvero irrealizzabile.

Andrea Tartaglia ha detto...

Replico punto per punto.

1) Concordo sul ruolo che Catania dovrebbe rivestire per quello che è realmente, ma è necessaria una presa di coscienza -o magari soltanto di buona volontà- da parte di chi amministra questo territorio. Difficilmente i politici locali dimostrano di conoscere la realtà demografica, e non solo, di Catania, che eppure è evidente.

2) Secondo la logica esposta, Catania dovrebbe essere capoluogo regionale della Sicilia orientale, evidentemente. È difficile che ciò accada, nonostante avrebbe certamente senso, mentre è istituzionalmente più semplice (ma solo relativamente) coordinare in sinergia il sud-est della Sicilia, attraverso una logica di ruoli e complementarietà. Ad esempio, il sistema portuale etneo potrebbe dividersi concentrando il commerciale su Augusta e il turistico su Catania, almeno in grosse proporzioni.

3) Si lega al punto 1. Sarebbe necessario ed estremamente utile poter amministrare la Grande Catania per quello che è di fatto e per quello che pure è previsto costituzionalmente. Forse, in alto, c'è il timore della perdita del numero complessivo di poltrone da occupare?

4) Pienamente d'accordo sul porto turistico, alla cui realizzazione dovrebbe poter corrispondere anche un'adeguata riqualificazione di tutto il fronte mare cittadino.
La metropolitana è un'infrastruttura strategica che potrà funzionare bene solo se ampliata adeguatamente; trovo già riprovevole il mancato appalto in tempi brevi della tratta Stesicoro-Vittorio Emanuele. Dal 1999 ad oggi (e possiamo tranquillamente aggiungerci il 2013) non c'è un solo chilometro di metropolitana in più rispetto all'inaugurazione, e non possiamo certo aspettare che vengano inaugurate le tratte Borgo-Nesima e Galatea-Stesicoro per poter pensare a nuovi appalti per l'estensione della rete. Devono partire al più presto!
La pedemontana è un'ipotesi di linea piuttosto complicata e tortuosa, ma purtroppo -a parte il fantomatico BRT di cui si parla tanto, e comunque con percorsi in buona parte diversi- non c'è alcuna progettualità alternativa.

5) Cosa intendi per debellare e al contempo legalizzare il mercato del tarocco?
Quanto all'abusivismo, ogni attività in barba alle regole è un danno all'immagine della città e soprattutto a chi invece lavora onestamente. L'amministrazione deve sapere venire incontro alle più disparate esigenze valutandone validità e legittimità. Sconfortante la rimozione di un assessore che stava combattendo prepotentemente il fenomeno dell'abusivismo commerciale (occupazione illecita del suolo pubblico in primis), senza distinzione di ceto sociale d'appartenenza.

Andrea Tartaglia ha detto...



6) Delocalizzare facoltà universitarie appare poco saggio anche a me. Il polo universitario catanese è forte e importante anche e soprattutto per la sua concentrazione. Corsi anche fuorisede credo che siano ammissibili, ma non a totale scapito dell'offerta formativa nel capoluogo.

7) Sono d'accordo. Mi ha sempre stupito (in negativo) la poca ambizione di Catania in tal senso, che pure ha già ospitato eventi rilevanti come Universiadi e Giochi Mondiali Militari, ma che si è anche lasciata sfuggire i Giochi del Mediterraneo del 2009 per manifesto disinteresse e che non ha colto occasioni come i Mondiali di Scherma e di Pallavolo per migliorare dotazione infrastrutturale in termini di mobilità e di impiantistica (il disastro del grande PalaNesima abbandonato a se stesso ne è un triste esempio).

8) L'idea dello striscione è forte. Mi domando come sarebbe accolta.
A medio termine, tutte le strade di Catania andrebbero riprogettate, dimensionate e protette per come è logico e conveniente il loro uso: stabilire quante corsie per senso di marcia, delimitarle e non lasciare un solo centimetro in più. Dissuasori ovunque (ci sono all'estero in città civilissime, perché a Catania no?) e parcheggi interrati.

9) Ho sempre sostenuto che Catania sia una bellissima città ma priva di un elemento architettonico o comunque attrattivo degno da solo di prestigio internazionale. Abbiamo già il pregio di un omogeneo ed esteso bellissimo centro storico, che va protetto e continuamente valorizzato; nel resto della città bisogna pensare a interventi qualitativi architettonici degni di una città europea del XXI secolo. Bilbao, città semisconosciuta e priva di particolari elementi di attrazione fin quasi la fine del secolo scorso, nonché di dimensioni paragonabili a Catania, è oggi conosciutissima e visitatissima grazie agli effetti del governo locale che ha puntato su architettura e urbanistica contemporanee e di qualità e sta continuando a farlo.

10) Ultimo punto, ma primo per importanza: Politica con la P maiuscola, pulita, onesta, efficiente e determinata contro la criminalità, anziché assecondarla tacitamente per interesse di riscontri elettorali e non solo, è ciò di cui non solo Catania ma tutta l'Italia avrebbe bisogno. E sono straconvinto che questo territorio, con le sue straordinarie potenzialità, funzionerebbe a meraviglia per tutte le classi sociali se riuscisse a superare e sconfiggere ogni logica e mentalità da tipo illegale o addirittura mafioso.

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